| ortocrisotilo e paracrisotilo
(molto raro) clinocrisotilo
I due tipi sono spesso intimamente
associati. Essendo dei fillosilicati a struttura tabulare non era
facilmente spiegabile il loro presentarsi in fibre, finché non si
riuscì ad osservare, al microscopio elettronico ad alta risoluzione,
che queste lamine sono avvolte su se stesse fino a formare una
fibra. L'avvolgimento è del tipo tubulare a spirale stretta.
Il Crisotilo si trova in piccole
vene all'interno di rocce derivanti dall'alterazione in profondità
di ultrabasiti di tipo peridotitico (costituite da olivine e
pirosseni) e dunitico (essenzialmente olivine).
I più importanti giacimenti di Crisotilo si trovano in Canada, nella
regione del Quebec, nell'ex URSS nel distretto di Bazhenov negli
Urali e nella regione di Tuwa in Siberia, in Rodesia, in Cina, negli
USA, in Iugoslavia, in Italia, in Grecia ed a Cipro. Sono di solito
dovuti alla serpentinizzazione di peridotiti e duniti (suite
ofiolitifera). Simili a questi, ma più modesti, si trovano anche in
USA, Europa e Australia.
Ricordiamo anche i giacimenti in rocce precambriane della Rodesia e
del Sud Africa.
Fonte:
assoamianto
INQUINAMENTO DA FIBRE -
I manufatti che contengono l'amianto con il
passare degli anni subiscono, come tutti i materiali, un
invecchiamento naturale causato da interventi di manutenzione, di
riparazione, ecc...; in questi casi si verifica un passaggio delle
fibre dal prodotto che lo contiene all'ambiente circostante,
generando cosi un inquinamento.La cessazione dell'utilizzo
dell'amianto ha fatto si che l'esposizione a questo inquinante si è
spostata dall'ambiente di lavoro a quello di vita, a seguito di tale
necessità sono state affinate sia le tecniche di prelievo che quelle
di analisi e le relative sensibilità. A titolo di cronaca le forme
minerali presenti in natura con abito fibroso sono numerosissime,
tuttavia come anche riportato nell'art. 23 del D.Lgs.
277/91, i
minerali convenzionalmente utilizzati nell'industria, a seguito
della loro diffusione e conseguente reperibilità sul mercato, si
limitano a sei:
crisotilo,
crocidolite,
amosite,
antofillite,
actinolite,
tremolite, sono tutti
silicati
idrati. La concentrazione delle
fibre aerodisperse viene espressa in
numero di fibre per unità di volume: ff/mL per gli ambienti di
lavoro, ff/L per quelli di vita, in entrambe le situazioni si fa
sempre riferimento alla definizione standard di fibra respirabile
che prende in considerazione i parametri quali la lunghezza (pari o
superiore a 5 µm), il diametro (uguale od inferiore a 3 µm) ed il
rapporto lunghezza-diametro o aspect-ratio (uguale o maggiore a
3:1). Frequentemente viene utilizzato il termine
asbestiforme con il
quale si intende qualsiasi fibra che rispetti i parametri di fibra
respirabile anche se non appartiene agli
asbesti citati: pertanto
fanno capo a tale definizione anche minerali che presentano
proprietà fisiche e morfometriche simili a quelle degli
amianti e
che probabilmente generano gli stessi effetti patogeni.
L'identificazione e la tipizzazione delle
fibre aerodisperse assume
un'importanza fondamentale per lo studio dell'inquinamento presente
non solo negli ambienti di lavoro, ma sopratutto, per quelli di
vita. E' doveroso ricordare che il
crisotilo, fibra largamente
impiegata, fino a qualche anno addietro, in numerosi manufatti tra
cui i materiali d'attrito, si decompone e modifica la propria
struttura cristallina se subisce trattamenti termici a causa
dell'innalzamento della temperatura (600-700°C), il fenomeno viene
chiamato
deidrossilazione, e da origine a
FORSTERITE, minerale che
pur mantenendo un aspetto fibroso risulta assai fragile ed è
collocabile tra le olivine.
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